Ultimamente i- Mode è stato al centro
dellattenzione (negativa) dei media che, vista la volontà della
NTT DoCoMo di penetrare il mercato europeo, si sono chiesti se ci fossero
delle reali possibilità per la nuova tecnologia di affermarsi anche
nel mondo occidentale. Il lato curioso della vicenda è che parallelamente,
in Giappone, Wap ha goduto delle stesse attenzioni e, anche in questo caso,
è stato sommerso da critiche negative quando confrontato con la tecnologia
autoctona. In occidente hanno liquidato i- Mode con un secco non ce
la farà, additando le gigantesche differenze socio- economiche
tra lEuropa e il Giappone come motivi del suo sicuro insuccesso. La
domanda sorge quindi spontanea: riuscirà i- Mode a penetrare il così
differente e diffidente mercato europeo conquistando il primato di Wap?
Il confronto
Purtroppo è impossibile sviluppare il parallelo Wap- i-Mode.
Mentre Wap è un protocollo di comunicazione, una serie di strati che
permettono alle informazioni di viaggiare da un web server fino al nostro telefonino
utilizzando qualsiasi tipo di bearer (Csd, Tdma, Cdma, Gprs, Sms), i- Mode è
una soluzione wireless Internet completa, comprensiva di un business model,
un portale e una infrastruttura basata su una rete a pacchetto a 800/ 1500
MHZ. Tentare di confrontare Wap e i- Mode, sarebbe un po come provare
il raffronto tra il motore di un jet e una compagnia aerea. Per capire quali
siano le principali differenze tra i due, sarà opportuno in primo luogo
abbozzare la particolare posizione di mercato della DoCoMo; poi paragonare tecnologia
e marketing, aspetti essenziali. Le ragioni che hanno reso i- Mode uno sbalorditivo
successo sono strettamente interconnesse alla cultura giapponese: la situazione
di mercato delle telecomunicazioni, il particolare rapporto uomo- tecnologia
e la peculiare situazione demografica. Le stesse ragioni vengono spesso addotte
come motivi per i quali i- Mode non è un modello esportabile al di fuori
dei confini nipponici. Come si intuisce, DoCoMo per la promozione di i- Mode
ha potuto appoggiarsi a significative economie di scala, dovute allenorme
bacino di utenza. Difficilmente si troverà in Europa o in America un
gestore di rete che gode della stessa posizione di mercato quale quella occupata
dal colosso nipponico. La DoCoMo, come del resto gli altri gestori giapponesi
con peso proporzionalmente minore, è infatti verticalmente ben integrata.
gnie che introducono una nuova e innovativa tecnologia sul mercato e si occupano,
senza lutilizzo di risorse esterne, di tutti gli aspetti a essa legati.
Nel caso in questione, la DoCoMo si è occupata del lato ricerca
e sviluppo e del suo lato marketing, partecipa alla progettazione dei
terminali e, a partire dallavvio del servizio, ha assunto i ruoli di access
provider, di Internet service provider e di portale.
Il portale
Il ruolo di content aggregator ha a nostro avviso
facilitato grandemente lo sviluppo della nuova tecnologia. La DoCoMo gestisce
un proprio portale allinterno del quale sono ad oggi elencati circa 700
siti cosiddetti ufficiali. Per avere lonore di essere inclusi, gli application
provider devono fare richiesta direttamente alla DoCoMo che, dopo aver esaminato
i siti, testata lusabilità e giudicata lutilità, può
decidere di accettare o respingere la domanda. Inizialmente, durante la fase
di sviluppo, la DoCoMo ha condotto ricerche di mercato e contattato direttamente
i principali content provider giapponesi, fornitori di servizi giudicati utili
o attraenti e che avrebbero potuto essere esportati su terminali wireless. Successivamente,
a partire dal lancio del servizio, sono partite le richieste che hanno oggi
raggiunto il ritmo di 200 per settimana. Il concetto alla base del grande successo
di i- Mode e lega-
to al potere economico della DoCoMo, è stata la creazione, fino dallinizio,
di un positive feedback loop, o circolo a retroazione positiva.
Assicurandosi di fornire ottimi terminali e un ottimo contenuto nei siti ufficiali,
la DoCoMo a richiamato lattenzione dei suoi abbonati, che a loro volta
hanno cominciato a richiedere sempre nuovi servizi e nuovi e migliori terminali.
Si è così creato un circolo vir- tuoso che perdura ancora oggi
e che garantisce a tutti i membri della catena dei valori elevati vantaggi economici.
La tecnologia
La struttura di rete di Wap è ormai conosciuta a tutti:
si basa su un server utilizzato con funzione di gateway e/ o proxy che agisce
come trait dunion tra il mondo wireless dei telefonini e quello wired
di Internet. I- Mode utilizza la stessa struttura di base, con un gateway che
funge da traduttore dallo stack Http a quello interno, che non è un open
standard, a differenza dello stack Wap, ma è di proprietà della
NTT DoCoMo. Confrontando i due stack, la prima grande differenza si trova allo
strato applicativo (application layer). Il linguaggio a marcatori utilizzato
da WAP è il WML, evolutosi dallHdml che Unwired Planet (ora Openwave)
creò a metà degli anni 90. Il Wml è un linguaggio studiato
appositamente per fornire servizi a valore aggiunto a terminali wireless. La
possibilità di avere variabili dinamiche allinterno delle pagine
Wml, unita allintegrazione con un linguaggio di scripting (WmlScript)
e con linterfaccia Wta (presente nei telefonini Wap di nuova generazione),
rende il Wml un potente mezzo per creare interessanti applicazioni. Il linguaggio
di mark- up che i- Mode mette a disposizione ai programmatori è invece
chiamato C- Html (Compact Html) che altro non è che una versione ridotta
dellHtml,il linguaggio che sta alla base di tutte le pagine Internet presenti
sulla Rete. Il C- Html non supporta linguaggi di scripting, e neppure dà
la possibilità di accedere alle funzioni interne del telefonino (che
Wap rende accessibili con linterfaccia Wta). Cè chi ritiene
che il C- Html sia più comodo per i programmatori che non debbono imparare
un ulteriore linguaggio, ma se provengono dalla programmazione Html possono
partire subito a sviluppare applicazioni i- Mode. Lobbiettivo principale
del C- Html è fornire un mezzo al programmatore per mostrare in modo
accattivante le informazioni sullo schermo dei terminali. Abbiamo quindi supporto
per colori di testo e immagini, possibilità di avere testo scorrevole
sullo schermo e animazioni. Lunica funzione del telefonino alla quale
abbiamo accesso tramite il C- Html è quella di effettuare chiamate tramite
link sulla pagina. Sui terminali di ultima generazione (modelli 503i e successivi)
è anche possibile scaricare delle piccole applicazioni Java (Midlets).
Questo ha dato un ulteriore impulso al mercato ludico in Giappone: la possibilità
di scaricare piccoli ma completi frammenti dellapplicazione, invece di
contattare lapplication server per ogni interazione con lutente,
rende più giocabile, veloce e interattivo il gioco stesso. Se a ciò
aggiungiamo anche il fatto che le Midlets possono essere salvate sul terminale
per venire eseguite in un successivo momento senza doverle scaricare nuovamente,
il risultato è una robusta piattaforma con la quale the sky is
the limit, come dicono oltremanica.
Usabilità
Unulteriore differenza tra Wap e i- Mode, indirettamente
legata al linguaggio a marcatori, riguarda lusabilità delle pagine
scaricate. Con usabilità, si intende il grado di facilità con
il quale gli utenti riescono a interagire e a ottenere i risultati desiderati
utilizzando un determinato programma applicativo.
Con Wap ogni produttore di browser ha la libertà di decidere in quale
modo realizzare linterfaccia utente garantendosi in questo modo la differenziazione
dai concorrenti. Per fare un esempio pratico, i campi di input per mezzo dei
quali lutente può interagire con lapplicazione, vengono mostrati
sul display di tre diversi telefonini, Ericsson, Nokia e Siemens, in tre modi
differenti. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che i terminali Wap che
sono ora in commercio non supportano completamente le specifiche del WML1.1,
ci si rende conto di come ciò lasci al programmatore il duro compito
di trovare un minimo comune denominatore per la rappresentazione ottimale dellinformazione
su tutti e tre i terminali, con risultati spesso più che discutibili.
NTT DoCoMo ha risolto questi problemi mantenendo i-Mode come tecnologia proprietaria
e certificando lei stessa tutti i telefonini che vengono proposti sul mercato.
Come già citato, infatti, il colosso nipponico, andando contro il concetto
tanto caro qui in Europa di horizontal business, regola anche la
produzione dei terminali. Il processo è semplice: circa dodici mesi prima
della intro- duzione sul mercato dei nuovi terminali, la DoCoMo for- nisce ai
produttori le specifiche contenenti tutte le funzionalità richieste,
alle quali deve aderire la nuova generazione di telefonini. Circa sei mesi prima
dellintroduzione sul mercato, i prototipi vengono consegnati alla DoCoMo
per la fase di testing, in seguito alla quale i pro- duttori hanno altri sei
mesi per la risoluzione degli eventuali problemi. Se al termine di tutta questa
procedura la DoCoMo è soddisfatta dei risultati, i telefonini vengono
comprati dalla DoCoMo stessa che vi appone il suo marchio e li indirizza ai
canali di vendita. Lusabilità del prodotto è quindi assolutamente
garantita ed è anche garantita la stretta somiglianza dei browser installati
sui telefonini. È chiaro che in Europa un simile sistema di produzione
non verrebbe accettato dai produttori che non hanno un simile legame di sottomissione
con gli operatori. Se in Giappone la DoCoMo rifiuta un nuovo modello di terminale,
il produttore si vede escluso da un mercato da 20 milioni di possibili acquirenti.
In Europa nessun operatore è così potente e integrato da potersi
permettere simili comportamenti monopolistici. Una ulteriore lacuna di i- Mode,
solo da poco colmata, era la assoluta mancanza di sistemi per la trasmissione
sicura dellinformazione dallapplication server. Mentre già
dalla versione 1.1 Wap utilizza lo strato Wtls per criptare linformazione,
i- Mode fino allinizio di questanno era completamente carente delle
stesse funzionalità. Tutti terminali di nuova generazione utilizzano
Ssl per raggiungere questo scopo. Dalla tabella riportata, si ha la netta impressione
che
Wap sia più sofisticato a livello tecnologico, mentre i-Mode si occupi
in maggior misura di garantire unottima esperienza online degli utenti.
Ed è forse questo il lato vincente della tecnologia nipponica: concentrarsi
non tanto su aspetti tecnologici che lutente non ha la possibilità
di apprezzare immediatamente o che richiedono maggior tempo per venire sviluppati,
ma su tutti gli elementi che possono venire immediatamente goduti e riconosciuti
attraenti. Il marketing e il modo di presentare le due nuove tecnologie al possibile
bacino di utenza sono infatti state a nostro avviso particolarmente influenti
sul risultato (in termini di abbonati) delle due campagne; il prossimo mese
ci addentreremo nei dettagli di questi aspetti. Difficile pronosticare se i-
Mode riuscirà ad affermarsi anche nel mondo occidentale. La sola cosa
certa è che NTT DoCoMo in Giappone ha introdotto idee innovative nel
mondo del wireless e ha dimostrato che la tecnologia non è sempre lelemento
più importante quando si ha a che fare con il segmento consumer.
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rivista specifica di questo settore emergente ed è caratterizzata da un’impostazione
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